Intervista ad Andrew Lincoln per il ‘The Guardian’


Lo scorso 15 marzo è uscita un’intervista ad Andrew Lincoln sul The Guardian, che ci ha anche regalato un bellissimo e nuovissimo scatto dell’attore britannico che potete vedere nella nostra gallery.
A seguire potete trovare la traduzione dell’articolo:

Andrew Lincoln mi sta guardando attentamente. Conosco quello sguardo. E’ quello che sta usando da sei anni nella serie statunitense post-apocalittica di successo ‘The Walking Dead, prima di aumentare la conta del numero dei morti. Il suo personaggio, lo sceriffo della Georgia Rick Grimes, ha ucciso con il machete, l’ascia e la pistola almeno 150 zombie e un bel po’ di umani dal primo episodio nel 2010.

In Gran Bretagna, Lincoln è conosciuto per la sua interpretazione dell’adorabile perdente Edgar “Egg” Cook di 20 anni fa, nell’allora hipster drama ‘This Life’, che parla di cinque ventenni che cercano di cavarsela nella professione legale. Negli Stati Uniti, però, è famoso per essere colui che porta fuori la spazzatura di non-morti – 14.6 americani hanno guardato il primo episodio della sesta stagione lo scorso mese. E’ un inglese che uccide l’America.

Quindi, perché quello sguardo da ‘morte zombie’? E’ perché gli ho chiesto della politica, un argomento che lo fa scappare via nella direzione opposta, come se fosse seguito da un’implacabile, lenta orda di zombie. Intervistare celebrità è spesso così.

Ma sicuramente ‘The Walking Dead’ è molto allegorico, credo. La crisi dei rifugiati, il risentimento contro l’immigrazione, l’Islamofobia, la distruzione del governo – tutto ciò ha il suo parallelo sullo schermo nello show che ha reso Lincoln famoso a livello globale. E la politica estera di Trump – la costruzione di un muro per tenere fuori i messicani e impedendo ai musulmani di entrare negli Stati Uniti – trova il suo parallelo in ‘The Walking Dead’, nel quale gli umani costruiscono un muro per tenere fuori i non-morti? “Preferirei non essere coinvolto nel dire qualcosa riguardo a Donald Trump”, dice. Frustrante.

In ogni caso, Lincoln dice che ‘The Walking Dead’ è più grande di mere elezioni presidenziali. “Nella cultura occidentale, abbiamo ignorato la morte. Scappiamo dall’altra parte – tutto ciò che riguarda la vita e la gioventù. Quindi, c’è qualcosa che risuona riguardo il camminare intorno con la propria maschera di morte. Gli zombie sono la visibile personificazione della morte che ci guarda con tutte le sue facce”.

Vero, quelle maschere di morte sono fatte su ordinazione in uno studio in California e spedite a migliaia nel set in Georgia ogni stagione per essere indossate da comparse pesantemente truccate, ma cerchiamo di non rovinare la storia.

“Abbiamo un’opportunità in questo mondo pazzo che abbiamo inventato – che è ovviamente davvero divertente, cazzuto, eccitante, sanguinoso, crudo, spaventoso e ricco d’azione – per dire qualcosa su ciò che significa essere umani. Riguarda i non-morti, ma è anche qualcosa che riguarda l’essere vivi”.

Lincoln parla con un elegante accento inglese, il che mi manda in confusione, perché per otto mesi all’anno, durante le riprese di ‘The Walking Dead’, parla in un accento americano del sud sul set, e anche fuori dal set a casa in Atlanta, Georgia. Forse il suo cuscino parla come un gentiluomo del sud, non ce lo rivelerà.

“Mia moglie e i miei bambini credono che sia scemo. Dicono: ‘Per favore smetti di fare così’. È abbastanza inquietante per loro perché loro non sanno con chi stanno parlando”.
I suoi bambini non parlano americano a scuola in Atlanta? “No, sono britannici, perché loro sono come l’impronta di ciò. Appena iniziano a prendere un po’ dell’accento americano, glielo togliamo e li ri-indirizziamo nel nostro accento”.

Quando torna a casa a Wiltshire ogni anno, però, subisce una trasformazione simile a quella che accade quando un umano assassinato si rigenera in uno zombie: Andrew Lincoln diventa Andrew Clutterbuck.

Nato da un’infermiera sudafricana e da un ingegnere civile inglese nel 1973, al giovane Andrew fu detto di abbandonare Clutterbuck dal suo primo agente, perché lo faceva sembrare un Hobbit. Consiglio che, dato ai Postlethwait, Cumberbatch, Spall e Broadbent che danno lustro al firmamento degli attori britannici, sembra dubbioso. Ma comunque, mi dice, il cambio di identità è utile per lui per proteggere la sua privacy. Anche la sua carta di credito dice Clutterbuck.

Vent’anni fa, da solo un anno fuori dalla RADA (Royal Academy of Dramatic Art), Lincoln fu consacrato quando ebbe la sua grande occasione in ‘This Life’. “Ci sono certi ruoli nella mia carriera che ti fanno urlare”, dice. “Quello è stato il primo senza dubbio”.

Uno dei primi giorni di riprese, era stato richiesto che lui uscisse fuori dalla doccia e andasse con la sua moglie sullo schermo Milly (Amita Dhiri). “Mi stavo davvero impegnando e tutti erano nella zona. Ma la doccia era fredda. E la stavo facendo male.

“Il regista venne da me dopo la prima ripresa in modo molto rispettoso e mi disse: ‘E’ come se tu fossi in Ballet Rambert cercando di ballare per metterti l’asciugamano. Puoi semplicemente uscire dalla doccia normalmente?’ ”. La scena impressionò i suoi amici, ma per i motivi sbagliati: “Un amico a Bath mi mandò un messaggio e disse: ‘Ho appena visto l’episodio con te ed Amita. E’ una delle migliori scene lesbiche in doccia a cui ho avuto il privilegio di testimoniare’ ”.

Gli piaceva Egg? Nonostante il personaggio fallisce come avvocato e proprietario di un bar (e supporta il Manchester United)? “Lo amo! E’ un ragazzo dall’indole dolce e ha parlato a molte persone che venivano dall’università ed erano bloccati nella routine e stavano rivalutando cosa volevano fare e in cosa credere”.

Secondo Lincoln, quando gli attori uscivano insieme fuori dal set, non riuscivano a dimenticare i ruoli che stavano interpretando: “Socializzavamo molto, come se stessimo filmando come una gang. Tutti venivano da me nei locali perché a loro piaceva Egg e odiavano Jack [Daventport, che interpretava Miles, l’elegante idiota con una vita sessuale disastrosa]. Credevano che fosse uno stronzo. Jack era tipo: ‘Che succede? Sono un ragazzo simpatico”.

La reunion del 2007 di ‘This Life’, nel quale Egg è diventato, a mio avviso un inaccettabile scrittore compiaciuto e di successo, non è andato bene. (“Forse sarebbe stato meglio lasciare Anna, Egg, Miles, Milly e Warren nelle loro tombe”, scrisse Sam Wollaston del The Guardian all’epoca). “Non leggo le critiche e non le giudico come una ragione per non vederlo”, dice. “Voglio dire, è stato bello rivedersi tutti, ma non sono sicuro che lo faremo di nuovo”.

Ciò nonostante, la serie ha dato alla carriera di Lincoln una spinta enorme. “Ci ha dato influenza e notorietà e l’accesso agli incontri. Mi ha dato anche due anni d’esperienza davanti alla telecamera dopo tre anni di allenamento a teatro. Mi ha fatto capire perché ci sono tante persone sul set, che ti guardando e ti toccano”. Ti toccano? “Le persone invadono sempre il tuo spazio personale sul set, soprattutto in ‘The Walking Dead’ ”. Lo spalmano sempre di viscere di zombie, spiega.

Do un’occhiata di traverso a questo londinese, cresciuto a Bath, formato alla RADA, cercando in vano il fantasma di Edgar “Egg” Cook. Come ha fatto questo geniale 42 enne, che oggi è così attraente sfoggiando questa barba ispida e persino un taglio degli anni 80 (mini mullet) senza sembrare un giovane Michael Bolton, ad essere divenuto il volto di uno dei drammi americani più di successo del millennio?

Fino al 2010, il suo CV si è riempito incessantemente di roba britannica – non solo ‘This Life’, ma anche l’insegnante di prova Simon Casey in Teachers, e film inglesi come Love Actually di Richard Curtis e Made in Dagenham. Come ha fatto la sua carriera a cambiare così tanto? Lincoln dice che è stato abbastanza fortunato ad apparire smunto dopo la recente nascita del suo secondo bambino quando è stato provinato per il ruolo di Rick Grimes. “Non ho dormito per tre giorni, ed ero esausto. Avevo questa chicca apocalittica che probabilmente poteva avere uno stipendio adeguato. Apparivo come se fossi sopravvissuto ad un’apocalisse zombie”.

Frank [Darabont, creatore dello show e regista di Le Ali della Libertà e Il Miglio Verde] voleva il Gary Cooper di Mezzogiorno di Fuoco, un leader classico, molto morale, gentile e calmo. Ma voleva anche un uomo di famiglia, così la perfetta tempesta dell’incontrare qualcuno che aveva appena avuto il suo secondo bambino era davvero attraente per lui”.

Quando ha avuto la parte, Lincoln ha segnato una grossa parte della sua vita. “Devi firmare un contratto di Hollywood standard di 5 o 6 anni. Generalmente, uno show non va oltre la prima stagione, quindi è questione di proteggere se stessi. Ma noi [lui e sua moglie Gael Anderson, figlia del frontman dei Jethro Tull Ian Anderson] ne abbiamo parlato mentre i bambini stavano urlando durante una cena, e decidemmo di rischiare”.

“Ho sempre voluto lavorare in America per via di questi brillanti film politici della east-coast degli anni 70 e 80 – script grandiosi, performance meravigliose, grintosi racconti urbani”. Cita Serpico, The Conversation, The French Connection e la trilogia de Il Padrino. “Ogni volta che perdo fede nel pianeta prendo il box set e li guardo”.

E’ stata una delle sue co-star di ‘This Life’ che l’ha convinto a dargli una possibilità. “Jack è stato uno dei maggiori strumenti che mi hanno fatto andare in America. Mi ha detto: ‘Vieni qui. L’acqua è calda”.

Il risultato è che Lincoln è diventato parte di un’invasione britannica di successo nella TV americana, unendosi a Matthew Rhys (The Americans), Dominic West e Idris Elba (The Wire), Ruth Wilson (The Affair), Michael Sheen (Masters of Sex), Martin Freeman (Fargo), Damian Lewis (Homeland), per non citare Lennie James e David Morrissey, i suoi compagni britannici in The Walking Dead.

Nessuno dei suoi compatrioti, però, riesce ad impazzire sullo schermo come Lincoln. In un recente episodio, Grimes – comprensibilmente irritato dopo che la sua ragazza e il suo bambino sono stati mangiati dagli zombie, e suo figlio ha perso un occhio a causa di uno sparo accidentale – prende l’ascia per sfogare il suo malumore sull’orda di zombie. E’ veramente impazzito o la scena era talmente coreografata per cui doveva controllarsi? “Oh, sto impazzendo. Non vi preoccupate di quello. Lavoro per andare in una baldoria frenetica di uccisioni zombie. E’ quello che faccio.

“E’ coreografato, certamente, perché altrimenti avremmo molti problemi di assicurazione. Siamo fortunati ad avere molti stunt zombie così impegnati e attivi.”

Ma cosa sa Lincoln? Non ha mai visto lo show. “Non mi guardo da 15 anni, perché non mi piace. Ci sono un sacco di parti lavorative che cambiano la tua performance tra quello che dai e quello che ne viene fuori. Ho capito che preferisco avere la mia immaginazione riguardo a quello che è la storia”.

Se avesse visto i risultati del suo lavoro, potrebbe condividere le preoccupazioni di alcuni critici. Rick Grimes, temono, è diventato meno Gary Cooper e più un tizio armato che fa il lavoro sporco senza una bussola morale – forse anche il cattivo dello show – dicono sui fansite di fronte alla fine. Lincoln non commenta su quello che verrà scritto per Grimes, ma comunque lui sta programmando la sua uscita dallo show in modo strategico. Come chiunque a capo di un fanchise lucrativo – pensate a Craig come Bond, Spacey come il Presidente Underwood, Clarkson in Top Gear – rischia di avere un ruolo fisso e diventare frustrato.

“Il bello del mio lavoro è che mi vesto per vivere e interpreto diverse persone”, dice. Quel sogno è stato ostacolato a causa di impegni per lo show. “La finestra delle opportunità è così piccola. Stavo per andare a fare uno spettacolo ma ciò avrebbe significato prendere un aereo dall’America e andare direttamente alle prove, fare lo spettacolo, tornare indietro in aereo e andare dritto di nuovo in America. Non potevo farlo. La mia responsabilità numero uno quando non uccido zombie è essere un genitore”.

Cosa fa sua moglie mentre lui porta fuori la spazzatura zombie? “Tutto. Lei è la ragione per cui io riesco a fare questo lavoro pazzo. Ha costruito una vita ad Atlanta mentre sono via a filmare. Non ho uno smartphone o app o altro e le persone mi chiedono perché. Io dico: ‘Mia moglie è la mia app’. E’ magnifica. Fa la professione più onorevole al mondo – è una mamma a tempo pieno”. Dà un’occhiata alla donna PR in mezzo alla stanza per approvazione e dice inaspettatamente: “Lotta il potere!”. Proprio così, anche se, se io comparassi mia moglie a un’app, dormirei sul divano stanotte.

Lincoln non utilizza nemmeno i social media. Per tenere le pazze folle di fan alla baia? “Non ho niente da dire e sono troppo occupato. Ma non lo capisco – le persone che fanno foto al proprio cibo? E’ un comportamento davvero strano”. La PR gentilmente obietta che lo ha appena fatto. “Oh Dio! Ecco perché non sono sui social media – immediatamente hai isolato metà del mondo!”.

Andrew Lincoln ha quel che serve per sopravvivere ha un’apocalisse zombie? Mi becco lo sguardo da ‘morte zombie’ un’ultima volta, prima che scoppi a ridere. “Credo che mia moglie sarebbe colei che me la farebbe cavare, probabilmente. Se sopravvivessi, sarebbe solo dovuto alla sua incredibile destrezza in tutto”. Sullo schermo, Andrew Lincoln può essere un sopravvissuto ammazza zombie, post apocalittico con una giacca di pelle; fuori dallo schermo, è indifeso come un gattino su un albero.

Fonte: The Guardian